Festival della Filosofia
del 14/08/2007
Nelle
calde serate estive calabresi sembra difficile pensare che trovi posto un
momento per poter
riflettere,
essendo abituati agli spettacoli teatrali, musicali ed alle sagre che sempre ci
hanno attratto in queste notti di festa.
Eppure il 14 agosto a Francavilla Angitola, nello splendido rione medievale “Pendina”, situato all’estremità meridionale del paese, fra gli antichi ruderi ed il calvario greco, testimoni di un’età antica, si è voluto rendere omaggio ai grandi filosofi del nostro passato e, in generale, a tutti gli uomini che hanno salito la “scala” della vita, arrivando in cima e tendendo la mano a chi, come noi, è ancora a qualche gradino più in basso.
“Gli uomini nascono tutti uguali, è la cultura che li distingue”, questo il tema del Festival della Filosofia, un evento nazionale che ha già toccato le grandi piazze italiane e che si è svolto a Francavilla in prima assoluta rispetto a tutti i piccoli centri del Bel Paese ed in contemporanea con quello di Modena.
Per far
intendere alla comunità riunita nel rione il soggetto della serata non sono
serviti i grandi attrezzi di scena, i riflettori, né personalità di spicco a far
lunghi discorsi astrusi. Sono bastati
l’illuminazione
comunale, una lampada, una scala con alla sommità alcuni libri ed oggetti di
vario tipo sparsi sui pioli, un minimo impianto di amplificazione. E
naturalmente un professore, Ivano Tuselli, docente di storia e filosofia di
Pizzo Calabro e vero promotore della manifestazione insieme con
l’Amministrazione Comunale, a raccontare la Storia della Filosofia, e due
semplici ragazzi francavillesi, liceali di Filadelfia, Serrao Federica e Limardi
Antonio, a far da supporto anche leggendo brani ed aneddoti di vari filosofi.
D’altronde, per chiacchierare fra amici e stimolare gli intelletti sono
necessari soltanto la voce, il dialogo; per poter vedere un anziano signore
alzarsi dalla propria sedia e dire a gran voce “Finitela con questi discorsi.
Mettete una Tarantella!” quando viene toccato il tema della morte, basta aver
raggiunto un vivo e sincero contatto umano.
Limardi Antonio